La nostra storia

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La nostra storia 2018-02-16T17:28:06+00:00

L’Associazione Salam è una Onlus nata il 15 aprile del 2010 con l’obiettivo di promuovere iniziative di solidarietà e di cooperazione internazionale dando priorità al Popolo Saharawi ed a quello Palestinese, colpiti entrambi dalla non applicazione del diritto internazionale sull’autodeterminazione dei Popoli.  Opera fin dalla sua nascita principalmente nel Sahara Occidentale, intervenendo con azioni mirate al fine di migliorare le condizioni di vita nei campi profughi, e nei diversi settori quali quello sanitario, della scuola, della formazione e del lavoro. Tra i primi progetti realizzati  si annoverano: il “Laboratorio tra le Dune” e “Senza Acqua non si vive”. 

Il primo progetto  è nato all’interno dell’Università La Sapienza di  Roma, nel dipartimento della Facoltà d’ingegneria CIRPS (Centro  Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo Sostenibile). Nel corso dei primi  tre anni il progetto “Taller Impacto Cero”  è cresciuto molto grazie alla produzione delle medaglie, fino a distaccarsi dall’Università per essere inserito in una ONG apposita che lo gestisse in modo autosufficiente. Ciò è stato possibile perchè negli ultimi anni il progetto  è passato dalla produzione di 2.470 medaglie nel 2009  a quella di 4.000 nel 2010 e quindi è diventato pienamente autonomo da finanziamenti UE e della Regione Emilia Romagna.

Il secondo progetto invece è nato dalla volontà del Comune di Mentana di rinnovare un progetto di gemellaggio attivo da anni con il Campo Profughi Saharawi di Smara e più precisamente con la dayra di Farsia. In una missione di ricognizione svoltasi in Luglio-Settembre 2011, è emersa la necessità di affiancare la daira nella realizzazione di un albo a cui attingere per poter individuare i beneficiari di progetti di sviluppo. Per la fattispecie, le richieste del Sindaco di Farsia si sono concentrate sulla necessità di dotare alcune delle famiglie più povere di cisterne d’acqua potabile. Pertanto si è proposto unb progetto che oltre a fornire le competenze e le tecniche alla daira, dia anche un minimo di 15 cisterne alle prime 15 famiglie individuate dall’analisi sociale che verrà posta in essere.

Ha contribuito insieme ad altre realtà associazionistiche ed enti a ricostruire parte dei campi interamente distrutti dall’alluvione nell’ottobre del 2015 che ha causato la distruzione di oltre 17.000 abitazioni, grazie a campagne di raccolta fondi e progetti svolti direttamente nei campi. Ha realizzato e tuttora realizza  progetti di sostegno al reddito e campagne sanitarie e sportive , attività di documentazione, e progetti di scambio culturale nei campi e in Italia, come l’accoglienza dei bambini saharawi avvenuta nell’estate del 2012 e nel 2017, nella provincia di Taranto.

Opera inoltre in contesti complessi in ambito umanitario dove persistono conflitti come in Iraq e in Siria –  avviando una serie di azioni positive di sostegno alla comunità locale in collaborazione con partner europei, istituzioni e associazioni – in Egitto, Mali, Pakistan dove sta portando avanti progetti finanziati da USAIM/OIM per lo sviluppo socio-economico ed educativo delle comunità dei paesi di provenienza dei migranti presenti nelle strutture di Salam – in Gambia a Brusubi, il 10 novembre 2017 ha aperto una sede a seguito della realizzazione di una serie di interventi rivolti in particolare ai giovani e al mondo dell’infanzia, come l’apertura di scuole e la ristrutturazione di edifici scolastici,  l’avvio di corsi di formazione finalizzati all’inserimento socio-lavorativo. 

In Italia l’Associazione ha svolto attività continuativa in favore dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale durante l’Emergenza Nord Africa  ed a seguire in tutti i progetti destinati all’accoglienza. Nello specifico SALAM gestisce : a Martina Franca (TA) lo SPRAR (Servizio di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati)  più grande e il primo della Provincia di Taranto, e riconosciuto a Strasburgo tra le eccellenze nell’accoglienza dei rifugiati in Europa (novembre 2017); il Centro Interculturale  Nelson Mandela”  in cui offre servizi che vanno dalla consulenza legale al supporto psicologico, dal banco alimentare, al disbrigo delle pratiche per il permesso di soggiorno, all’accoglienza alloggiativa e inserimento lavorativo dei richiedenti protezione internazionale e immigrati della provincia, nonché momenti di incontro e confronto tra le culture e i popoli.  Inoltre l’Associazione Salam, nel segno della valorizzazione lavorativa del migrante, ha attivato a Taranto  “Quell’angolo di mondo“, progetto che ha dato vita ad un sistema di percorsi turistici multilingua grazie al prezioso contributo dei migranti e all’avvallo del Ministero dei Beni Culturali e a quello della Marina Militare. Da “quell’angolo di mondo” è nata l’esperienza di Tarantovecchia.org  in grado fornirne ancora oggi ai visitatori della città vecchia di Taranto, informazioni e servizi  per lo sviluppo del turismo di comunità e per l’ospitalità diffusa nel centro storico. Questo progetto è stato poi preso a modello a Martina Franca, con l’esperienza “Sulle Vene della Puglia”  – per la valorizzazione del patrimonio culturale che è possibile incontrare lungo la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese in Valle D’Itria – seguita dai progetti di alternanza scuola lavoro avviati in collaborazione col Liceo Tito Livio di Martina Franca “Art In Touch: Martinascolta” con l’obiettivo di costituire un primo nucleo per un museo tattile del patrimonio architettonico di Martina Franca e di “rendere l’arte fruibile a tutti, a ipovedenti e non vedenti”, grazie al supporto dei richiedenti asilo e degli studenti delle classi coinvolte.

 

 In generale SALAM lavora nell’ambito dell’accoglienza dei richiedenti asilo sulla Provincia di Taranto e nella Provincia di Teramo (Cas “Radici culturali- Isola di Gran Sasso), tendendo a privilegiare un modello di “accoglienza diffusa ed integrata”. 

A Taranto, l’Associazione Salam ha contribuito all’apertura del laboratorio sartoriale La Maison de La mode- Abiti dal mondo. Nell’ambito del progetto “Children First” finanziato da USAIM e realizzato da OIM Italia con lo scopo di premiare alcuni minori stranieri non accompagnati residenti a Taranto, fornendo loro un contributo che consenta la realizzazione  di un’idea progettuale che favorisca la loro integrazione sul territorio tarantino (“life project award”), è stata selezionata la proposta di apertura di una sartoria. “La Maison de la Mode – abiti dal mondo” ad oggi è una sartoria che oltre che sulle competenze dei sarti, può contare su una valida équipe professionale, composta da una stilista, una modellista/sarta italiane e da collaboratori che gestiscono l’andamento del progetto. I ragazzi, tagliano, imbastiscono, cuciono e realizzano anche su misura, abbigliamento per adulti e bambini, borse, foulard e accessori.

L’Associazione Salam promuove azioni di sensibilizzazione sui diritti umani, sul fenomeno migratorio, e per il dialogo interreligioso e interculturale ed organizza pertanto incontri,  iniziative e corsi di formazione.

Da Taranto alla Provincia di Teramo. A un anno dal terremoto che colpì il Centro Italia, l’Associazione Salam puntando al rilancio di quei territori fortemente danneggiati dal sisma, ha ideato il progetto “Radici Culturali”: l’apertura di un centro di accoglienza per richiedenti asilo politico, all’interno del Comune di Isola del Gran Sasso. Radici culturali promuove “un’accoglienza che seppurin cas è organizzata come uno sprar, ovvero cinque appartamenti autonomi, dove i ragazzi hanno a disposizione dei fondi economici e delle borse lavoro. Tali fondi vengono spesi in loco nell’acquisto di cibo, dei prodotti della quotidianità e del vestiario.  Ma la cosa più importante è che viene dato lavoro a otto tra ragazzi e ragazze dell’Isola del Gran Sasso che sono stati assunti con regolare contratto e che lavorano nell’accoglienza”. Una sfida dunque quella che ha davanti Salam: quella di creare dei percorsi turistici in montagna e riaprire le vecchie strade della transumanza, ma anche quelle vie che in passato portavano i lavoratori verso i paesi dove sorsero i primi insediamenti industriali come le botteghe di ceramica di Castelli. I percorsi individuati saranno quattro e due di questi vanno ad interessare la valorizzazione dei luoghi di culto del territorio come l’Eremo di Santa Colomba e la Casa di San Bernardo patrono di Teramo.